Attitudine estranea. Intervista a Lo Straniero (Alessandria, 19/12/2015)

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Giovanni Facelli e Valentina Francini sul palco del Laboratorio Sociale di Alessandria

L’ottima esibizione di sabato scorso in supporto a Il Teatro degli Orrori e ai Nadàr Solo è solo l’ultima di 33 date che hanno portato Lo Straniero in giro per l’Italia, in questo 2015 ormai agli sgoccioli.
Ho raggiunto Giovanni Facelli e Francesco Seitone, dopo il concerto al Laboratorio Sociale di Alessandria, per fare il punto sulla loro ottima annata.

Dopo la vostra esibizione al Diavolo Rosso, vi avevo definito come un misto di CCCP e cantautorato torinese. Ma non mi pare foste completamente d’accordo

Giovanni: questa domanda casca bene, così chiariamo. Mesi fa avevamo fatto un’intervista con un’altra testata. In quell’occasione fu messo in bocca a Fede (nda. Federica Addari, cantante e tastierista della band) che ci ispiriamo al cantautorato torinese. In realtà, noi lo conosciamo in maniera relativa. Fede ci teneva a sottolineare che non è solo il cantautorato torinese ad ispirarci ma quello italiano.

Forse, come attitudine, gruppi come gli Albedo potrebbero essere più vicini a voi?

Francesco: in realtà, loro fanno un genere diverso, rispetto a noi.
Giovanni: a noi piacciono molto, sia musicalmente che testualmente ma, sinceramente, Lo Straniero si rifà a qualcosa che è decisamente più indietro nel tempo. È una questione di metodo: guardiamo indietro per toccare corde più profonde.

Il vostro nome deriva dall’omonimo romanzo di Albert Camus. Quanto c’è di quel tipo di filosofia e di mentalità nei vostri testi?

Giovanni: nei primi 15/18 brani c’è sicuramente una certa influenza, per quanto quasi involontaria. È chiaro che si parte dal romanzo, che ha colpito prima me e, in seguito, Federica, per arrivare a tutti gli altri. Cerco di guardare le cose da una prospettiva più esterna. Inizialmente, pensavo che saremmo stati catalogati insieme ad altre band che c’entravano poco con noi – combat-folk, ecc. – legate all’idea de lo straniero come extracomunitario. Partiamo da un’idea diversa, da esperienze personali in cui, pur essendo di casa, mi sono sentito distante dalla realtà che mi circondava. Negli anni post-diploma ho avuto modo di girare molto ma, ovunque mi trovavo, mi sentivo sempre un po’ distaccato.

Hai citato l’album: puoi darci qualche notizia in più? Ci saranno tutti i brani già pubblicati o ci saranno solamente inediti?

Giovanni: di quei 15/18 brani, dovremmo scendere a 10/11 pezzi, che dovrebbero comprendere tutti quelli pubblicati in precedenza. A noi interessa far girare le nostre canzoni in rete e sicuramente ci sarà una copia fisica ma non è ancora stato discusso nel dettaglio come agiremo.

Quando dovrebbe essere pubblicato?

Giovanni: al momento siamo in fase di finalizzazione. Ci auguriamo di uscire in primavera.

Il passaggio su MTV è stato un momento importante del vostro 2015, nonostante non sia la “vecchia” MTV con cui siamo cresciuti. Secondo voi sfruttare questi canali “mainstream” può essere ancora utile per le giovani band oppure sarebbe meglio puntare su canali alternativi come i festival, ad esempio?

Giovanni: credo che la dimensione live sia quella più importante, una valvola di sfogo dove portare in giro quello che si fa in sala prove.
Francesco: più vie ci sono e meglio è ma ne servono sicuramente di più. Dieci anni fa un passaggio su MTV poteva dare tanto, ora, invece, non può rappresentare la svolta decisiva. È solo un tassello in più, che equivale a un passaggio su una radio locale di Firenze, ad esempio.

Quindi va letto più come un segnale che le cose stanno andando bene?

Francesco: le cose più che andare bene, direi che stanno cambiando, non so se in bene o in peggio.
Giovanni: sicuramente è qualcosa che ci ha fatto piacere e quello [nda. ‘Speed al mattino’] era il nostro primo pezzo e non avevamo particolari aspettative. All’inizio, Lo Straniero poteva rappresentare per tutti una sorta di side-project senza tante aspettative. Durante l’anno queste 33 date ci hanno rivoltato: sarebbero tante per un gruppo al primo disco, figurarsi per noi che non ce l’abbiamo neanche! Avere l’attenzione di MTV, quindi, è stato un momento importante.
Per quest’anno ci siamo imposti, comunque, di non pensare troppo alle nostre strategie di comunicazione. Pubblichiamo poco sui social perché ci interessa puntare di più su quello che ci interessa: le nostre canzoni.

Si cerca di tornare al passato anche per questo aspetto?

Giovanni: si tratta sicuramente di cose importanti. Il nostro ufficio stampa ci ha detto un sacco di volte che siamo dei cazzoni, che non usiamo bene Facebook perché non pubblichiamo abbastanza cose…
Francesco: la nostra idea è di non speculare troppo sul nostro profilo, mettendo cose che non hanno senso e servono solo per alimentare la pagina. Serve la pagina Facebook ma serve anche un tipo di comunicazione diversa: quella diretta del palco.
Giovanni: forse Lo Straniero si trova anche in questo: l’unica cosa che ci emoziona è sentire un pezzo che gira a mille. È quello che ci intrippa davvero!

Un po’ come dire, fai mille post con foto fighe, ma se poi sul palco fai cagare…

Giovanni: esatto. Noi abbiamo lavorato dietro le quinte per mesi. Il fatto di suonare male in una situazione improvvisata non ci interessava, anche perché le cose migliorano di concerto in concerto. Per noi è fondamentale badare all’aspetto artistico, nonostante ci troviamo in un periodo in cui sono uscite molte band che lo hanno lasciato in secondo piano rispetto alla promozione. Noi anche in questo guardiamo indietro.

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Francesco Seitone, Federica Addari e Luca Francia sul palco del Laboratorio Sociale di Alessandria

Rispetto all’esibizione del Diavolo, ho notato un elemento interessante, che secondo me ha funzionato molto bene. Al centro del palco c’erano le due voci, quasi immobili, una sorta di pilastro attorno a cui ruota l’esibizione, mentre ai lati chitarra solista e bassista, più “scatenati”. Il risultato visivo è stato decisamente efficace. È stato qualche cosa di pensato?

Francesco: beh, in realtà si tende a dare più spazio a me e a Valentina [nda. Francini, bassista della band] perché siamo quelli che si muovono di più! [ride]
Giovanni: questa sera io ho suonato col piatto dei Nadàr Solo piantato nella schiena, mentre Fede aveva altri strumenti dietro, quindi diciamo che eravamo immobilizzati!
Francesco: non è stato studiato, anche perché quando si apre a due gruppi così, bisogna adeguarsi alla situazione. In questo caso è andata bene.
Giovanni: si può dire, però, che se non sono così importanti i social per noi, l’aspetto scenico ci interessa molto. È fondamentale.
Francesco: è il primo elemento che vedi quando vai a un concerto, il modo in cui si muovono sul palco i musicisti, come producono spettacolo.
Giovanni: vogliamo raccontare una storia diversa. Anche se non è qualche cosa di inedito, crediamo molto in questo tipo di formazione.
Francesco: due ragazze, l’assenza di un cantante solista e della batteria… Quest’ultima cosa, ad esempio, ci ha portato ad alcuni fraintendimenti in posti dove il pubblico pensava che fossimo dei DJ!
Giovanni: in Sicilia, invece, in un posto dove non ci conosceva nessuno, di fronte ad un pubblico molto lontano da noi, perché abituato a gruppi maschili molto tosti, ci ha dato un feedback molto positivo.

Stranieri in una patria dove i like contano di più degli accordi, i 5 de Lo Straniero si muovono con un’attitudine radicalmente diversa, riportando al centro ciò che importa davvero: la musica.
Viste le premesse, ci si aspetta molto dal nuovo album.
Sarà una lunga attesa fino a questa primavera.

Lo Straniero è composto da: Giovanni Facelli (voce e chitarra), Federica Addari (voce e tastiera), Francesco Seitone (chitarra), Luca Francia (tastiera e drum machine), Valentina Francini (basso).
Grazie per l’intervista e per la lunghissima attesa causa Teatro degli Orrori!

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