Convivenza forzata. Vol.6. Giorgieness – La giusta distanza

Prologo. iScream Festival (Bonus Track)

La storia della sesta convivenza forzata di #CPS inizia quasi due mesi fa. Siamo a Poirino ed è la seconda giornata dell’iScream Festival. Mentre quei babbi dei miei amici si fanno fotografare sui covoni dell’Agrigelateria San Pè (vedi foto sotto), io, come giusto che sia, sto seguendo i concerti. Sul palco una ragazza dai capelli rossi e la sua band, dotata del tiro dei primi Ministri: sono i Giorgieness, forse il gruppo che aspettavo di più dalla rassegna di quest’anno di Poirino.
Appena scendono dal palco, vado al banchetto e mi compro ‘La giusta distanza’, il primo album “lungo” dei Giorgieness.*
Siccome i miei amici sono delle brutte persone e non capiscono nulla ** non mi permettono di mettere subito il cd in autoradio: vada per Jamie XX e i Castanets per questa volta, ma da domani ci sarà spazio solo per Giorgie e i suoi Ness.

* Il primo EP, ‘Noianess’, è ancora disponibile, comepiaceannoi, in free download.
** Autocit. che capirà chi deve…

Amici babbi su covone + due sconosciuti (foto rubbate da pagina Facebook dell'iScream Festival)
Amici babbi su covone + due sconosciuti (foto rubbate da pagina Facebook dell’iScream Festival)

Parte 1.  Che strano rumore…

A differenza delle altre convivenze, in questo caso sapevo che cosa mi stavo per mettere in macchina. Non ho saputo resistere a un ascolto pre-concerto su Spotify, da cui erano usciti molto bene soprattutto i brani rivisitati di ‘Noianess’ (‘Brividi/Lividi‘ su tutti).
L’inscatolamento è di qualità e non mi sorprende in maniera particolare: segnalo solo la bella idea di nascondere il booklet nella tasca della copertina.
Thumbs Up per la Woodworm, quindi.
Però, forse influenzato dai babbi su covone di cui sopra, dopo un primo ascolto sorge una domanda inquietante: resisterò un mese?

Parte 2. Dare fastidio?

‘La giusta distanza’ non è un album semplice. I miei “amici” – vabbé chiamiamoli così… – erano rimasti perplessi dal gruppo: troppo “ansimante” lei – sto citando, mi dissocio – musicalmente poco convincenti gli altri – sto parafrasando, continuo a dissociarmi.
Rimanendo dissociato, però, la situazione dopo 4/5 ascolti mi sembrava complicata anche per me: come ti aspetti da un gruppo così, i brani sono quasi tutti tirati (eccetto la ballad ‘Non ballerò‘) ma faticano ad arrivarti.
Sai parlare‘, ‘Torno a casa‘, ‘Lampadari‘ sono tutte ottime canzoni con ritornelli che ti si stampano in testa e buoni giri di chitarra – “hats off to Davide Lasala!” – eppure manca qualcosa.
Sia chiaro: non è un album che arriva a “dare fastidio” come canta Giorgie. Talvolta sale solo un filo di irritazione. Come in ‘K2‘, dove una buona storia viene rovinata da un verso sbagliato: quel “guarda com’è profondo il mare” usato (Dalla) e riusato (Bianco e i Sick Tamburo tra gli ultimi riciclatori) così tanto da perdere ogni tipo di efficacia.
Questi sono i limiti a prima vista. Ma è qua che entra in gioco la convivenza forzata: perché “la giusta distanza” di questo album è quella lunga come un’autostrada percorsa ad alta* velocità mentre canti a squarciagola.
Abbi pazienza e ascolta.
E ascolta ancora.
Canticchia.
Ascolta.
Canta.
Ascolta.
Urla!

Vabbé “alta”…

Parte 3. Giorgie. L’annulla-eterosessualità.

Ci sono alcuni pezzi che fanno perdere ogni tipo di pudore e i Giorgieness sembrano dei costruttori infaticabili del genere annulla-eterosessualità.
Traduzione: brani legnosi mediamente tristi (eh, ‘La giusta distanza’ è fatto soprattutto di questi), chitarre sferraglianti, tamburi rocciosi e, soprattutto, una voce che ti fa gridare, proprio come quella di Giorgie.
E poi…saluta la tua voce e la tua dignità, mentre passi coi finestrini abbassati per le strade della tua città:

“Guarda come siamo fragiliiiii!
Guardami!

Guardamiguardamiguardami!
Guardami!”

Perché, al netto di valutazioni su testi e musica, è questo che dovrebbe trasmettere la musica: energia pura che ti fa dimenticare tutto.
E i Giorgieness ci riescono maledettamente bene.

I Giorgieness live all'iScream Festival.
I Giorgieness live all’iScream Festival.

Conclusioni. Io torno a casa.

A differenza di altri gruppi per cui è necessario godersi ogni sfumatura nel suono, i Giorgieness sono animati da una sana ignoranza: finestrini bassi e uno scemo che canta. E chissenefrega se i testi non convincono ancora al 100%:  è da qui che dovranno ripartire.
Le basi ci sono e sono solide. La band è buona e Giorgie sa già tirare fuori dei grandi versi come quel “Ti seguivo troppo spesso, quando eri ancora mezzo vestito ed io cattolica” di ‘Lampadari’ che sembra pronto per essere stampato su centinaia e centinaia di magliette*. Si tratta solo di trovare un po’ di fuoco ora.
Per diventare grandi.
Adesso scusatemi ma devo andarmi a rovinare la voce.

NONM’IMPORTADOVEDORMI
IO TORNO A CASAAAAAHHHHAAAHHHAAA!

* Oppure scritta sui diari delle ragazzine disagiate di diciannove anni…ma va bene lo stesso!

 I Giorgieness sono: Giorgia D’Eraclea (voce); Davide Lasala (chitarra), Andrea De Poi (basso) e Lou Capozzi (batteria).

EDIT. Tempo dopo, al Citabiunda di Bra è arrivato il momento della resa dei conti.
Davide Lasala, chitarrista della band, Vs. Costanza, mia storica compagna dei concerti.
FIGHT!

Davide: ma scusa perché non piacciamo ai tuoi amici?
Beh, se vuoi chiedere direttamente a una di quel gruppo, puoi chiedere alla mia ragazza, Costanza: è lì ché sta cenando!
Davide e Giorgia: Costanzaaaa!!
Davide: perché non ti piacciamo? Vieni pure tanto non ci offendiamo… Buon appetito, eh.
Giorgia: calcola che quella sera urlavo tanto perché non sentivo niente.
Davide: no, aspetta. [rivolta a Giorgia] Non dire niente, voglio sentirlo da lei.
Costanza: come dire, mi è sembrato tutto un po’ ripetitivo. C’è un buon potenziale di base, sicuramente, però…
Davide: quindi?
Giorgia: sembra sempre la stessa cosa! Ha ragione!
Davide: ma è perché è troppo pesante il disco?
Costanza: io vi preferisco live.
Davide: ma a te forse piacciono le canzoni con le tastiere? Quelle colorate con le barbettine, capito, no?
Giorgia: barbetta? Anche tu c’hai la barbetta!
Davide: le barbette. Io ho la barba.
Costanza: assolutamente no, comunque!
Giorgia: massì, ma tanto a noi non interessa. L’importante è che ti stiamo simpatici come persone. Poi, la musica viene dopo. [ride]

Questo è solo un mini-teaser di una bella intervista che la band ci ha rilasciato prima della data zero del loro tour invernale. La pubblicheremo nei prossimi giorni, quindi…continuate a seguirci!

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2 pensieri riguardo “Convivenza forzata. Vol.6. Giorgieness – La giusta distanza

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