Forse non é la felicità. Riassuntazzo brutto brutto (parte 1).

Ogni estate ha il proprio leitmotiv.
Il mio è rappresentato dalla mia Renault Clio e dai chilometri che mi ha fatto fare in giro per concerti.
Nonostante un grande assente come l’iScream Festival di Poirino (TO) – ma, attenzione, pare che qualcosa si stia muovendo di nuovo: vedremo la prossima estate… – ho girato la provincia piemontese (con una piccola gita fuoriporta) alla ricerca di concerti e…cavolo, non ricordo un momento in cui sono stato davvero deluso!
A inizio estate avevo pubblicato, per il secondo anno, la ‘Guida alla sopravvivenza indie in provincia‘: purtroppo non sono riuscito ad andare a tutti quei live – Artico (AHH, I FBYC), ToDays (AHH, MAC DEMARCO) e Indiependenza (AHH, IL PAN DEL DIAVOLO) sono sicuramente I Rimpianti peggiori – ma, incredibilmente, sono riuscito a compensare, recandomi in altri posti, scoprendo nuovi locali e nuove band.
E, dai, anche suonando qualche volta di più di quello che mi aspettavo col mio gruppo, gli Artemisia.
Tutto questo non è per dirvi quanto sia stata bella la mia estate ma per sottolineare quanto sostengo da un paio di anni attraverso le pagine di questo blog: la scena non è morta.
C’è gente che si sbatte, gente che suona, che vuole creare qualche cosa che non sia una cavolo di sagra piena di cover-band (e di “Shary Band”: gli astigiani di provincia capiranno…)
Ed è così viva che non sono riuscito neppure a parlare di tutti i live a cui sono stato.
Ecco che, allora, ispirandomi al grande Barbascura X, racconterò brevemente questi concerti in due “live report” cumulativi e riassuntazzati.
Male. Perché come direbbe il maestro, “questo è il riassuntazzo brutto brutto, mica il riassuntello bello, bello.”
Siete pronti per ricominciare l’estate?

P.S. Lascio qui il link al canale di Barbascura X – a cui spero non dispiaccia il “furto” del brand –  linkandovi un video di un altro festival molto bello organizzato quest’estate (e a cui toccherà andare prima o poi…): il Magàri di Parigi, che vedeva lo youtuber e riassuntazzatore seriale tra le teste pensanti. Occhio al minuto 13.27: spunta il buon Bianco! Eccovi qua i link:
– canale di Barbascura Xhttps://www.youtube.com/channel/UCH-y44M0pvwaZx2rTq0rJoQ
– diario di viaggio del Magàrihttps://www.youtube.com/watch?v=ZZNjQhePmDU

7 giugno 2017. #CPS Goes International Vol. 2. Japandroids + Gospel @Santeria Social Club (Milano)

Iniziamo col botto.
Questo è stato un mega regalo di laurea – grazie ancora, regaz! 🙂 – e una mega band da vedere dal vivo.
Japandroids sono, forse, una delle 4/5 band mondiali ad aver sviluppato uno stile così iconico da diventare realmente influenti.
E dal vivo spaccano davvero tutto.
Scriveva qualcuno su un gruppo Facebook che è come vedere 100 persone che suonano assieme: non c’è migliore definizione per questo pazzesco duo di Vancouver, che mischia garage punk, una certa vena classic rock, folk e tanta voglia di fare casino. Se il concerto, quindi, è stato potentissimo, dall’altra parte non ha funzionato qualche cosa a livello di suoni: la chitarra di Brian King, nonostante il muro di amplificatori alle sue spalle, spesso si faceva quasi fatica a sentire, creando un effetto “a imbuto” davvero opprimente dopo un’ora di live.
Peccato perché, per il resto, c’era un gran carica e King Prowse dialogavano con noi manco fossimo assieme al pub a berci una birra. Da rivedere, magari outdoor.
Nota di merito ai Gospel, band di Luino dalle tonalità blues-rock (con qualche riflesso stoner), a cui era stata affidata l’apertura del concerto e che ci ha fatto davvero divertire: da risentire.

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30 giugno. #Tuttisualmaltese Festival. Voina + TSAO! (Il Maltese, Cassinasco, AT)

Dopo aver parlato di una delle 4/5 band che possono dirsi davvero influenti a livello mondiale, passiamo a una delle 4/5 band destinate a far parlare di sé nei prossimi anni almeno in Italia: i Voina.
Seppur con un setlist monco di due capolavori come Le pietre Finta di niente, sono riusciti a portare sul palco del #Tuttisualmaltese Festival una bella legna. Peccato per il (relativamente) poco pubblico presente ad assistere il concerto, perché i quattro di Lanciano erano davvero in forma. Ad ogni modo, vista l’appartenenza “INRIniana” si può sperare in qualche live in più da queste parti rispetto al passato.
Mentre attendiamo il ritorno di Ivo Bucci e soci, però, credo che potremo godere della compagnia dei piemontesissimi TSAO! (rigorosamente col punto esclamativo), band nata dalle ceneri degli acquesi Nonostante Clizia. Di quella esperienza gli TSAO! perdono il cantante ma non l’attitudine indie-rock, mischiandola a rievocazioni dal sapore krautpsych/prog. Tra non molto dovrebbe uscire il primo lavoro in studio e, sinceramente, sono fomentatissimo.
In generale, esperienza da ripetere per quello che riguarda il festival – grandi applausi per lo staff de Il Maltese – e per le band ascoltate.
BBBravi tutti!

I Voina sul palco de Il Maltese.

Trovate la mia intervista con i ragazzi dei Voina qui, mentre la recensione del loro ultimo disco la trovate qua.
Invece per quello che riguarda gli
TSAO! occhio al prossimo “Riassuntazzo.”

8 luglio. Basse frequenze. Management Del Dolore Post-Operatorio + La Macabra Moka (Birrificio Le Basse Del Troll, Cuneo)

109 km x2. È questa la distanza che mi sono sparato da casa mia fino al Birrificio Le Basse di Cuneo dove avrei sentito Management Del Dolore Post-Operatorio, finalmente nella nuova veste, dopo il live del Fans Out, e La Macabra Moka, che vidi un anno fa prima dei Ministri proprio a Cuneo.
Partiamo dai lancianesi. Dopo aver ascoltato solo un paio di brani live da Un incubo stupendo al festival di Nizza Moneferrato, ero molto curioso di sentirne qualcuno di più e…dai, ci stanno! Forse, purtroppo, non ho beccato una serata particolarmente fortunata, almeno per due ragioni: 1) motivi personali di Romagnoli (che ci ha raccontato sul palco e che non riporterò) che ce lo avevano presentato un po’ sottotono rispetto al solito. Va detto che pure il pubblico non pareva particolarmente attento, forse 2) scaricato dalla band “ammazzaheadliner” in apertura…
Detto questo, forse, mancavano un paio di pezzi per dare la svolta a una scaletta poco potente a tratti: è il tour di Un incubo stupendo, ok ma…dov’è finito I Love You? Ad ogni modo, li si attende ancora: anche se sottotono rispetto al loro grande potenziale, il Management brucia qualsiasi formazione di ragazzine in giro oggi (leggi nuovo pop italiano).
E poi La Macabra Moka.
Mamma mia, che razza di gruppo!
Un anno fa, prima dei Ministri, non mi avevano colpito particolarmente – fatta eccezione per la geniale Ok, il prezzo è giusto. Non è andata così al Le Basse, dove, forse complice anche la serata un po’ sfortunata del Management, sono stati esplosivi.
Ne riparlerò nel prossimo riassuntazzo ma vi dico solo questo: quest’estate li ho visti tre volte e non basta ancora Un’ottima ragione per andarveli a cercare, no?

Il Management Del Dolore Post-Operatorio sul palco del Birrificio Le Basse. 

Se volete leggere la mia intervista a Stefano Dessì Elia Dadone de La Macabra Moka, andate qui; se volete leggere la mia intervista a Luca Romagnoli del Management Del Dolore Post-Operatorio, cliccate qua

16 luglio. Flowers Festival. The Zen Circus + Fast Animals And Slow Kids (Collegno, TO)

Doveva essere il concerto dell’estate e…è andata proprio così.
FASK + gli Zen: due delle mie band preferite assieme sullo stesso palco.
Già visti entrambi quest’anno – Hiroshima, per i primi, e Laboratorio Sociale di Alessandria, per i secondi – ascoltare questi due gruppi uno di fila all’altro è stato, semplicemente, incredibile.
Li devo ringraziare, poi, anche per altre ragioni.
ALERT: uso privato del mezzo bloggeristico. 
Erano state due settimane veramente di merda e trovarsi in mezzo a tutta quella gente che cantava all’unisono con AimoneAppino è stato catartico. Direte: “Ma che ce ne frega a noi’?” Beh, la musica è questo.
È liberazione di tutto lo schifo che ti può colpire a tradimento e il live dei FASK Circus è l’esempio perfetto di quello che dovrebbe essere un concerto.
E poi, oggettivamente, sono due delle migliori live-band che avreste potuto vedere quest’estate.
In chiusura lascio due piccoli aneddoti:
– gli Zen in scaletta avevano un brano segnato come Nuova. E se il tour non finisse davvero a fine estate come ci stanno ripetendo da mesi? E se ci fosse una piccola sorpresina prima che si chiudano di nuovo in studio? E se…
– Aimone a un certo punto si è arrampicato sull’impalcatura dello stage, facendoci dimenticare che, come all’Hiroshima, non hanno fatto Calce.
Per questa volta siete perdonati ma la prossima volta vi romperò le palle fino alla morte e fino al silenzio (semicit.)

Se volete leggere la mia intervista agli Zen Circus andate qui; se volete leggere la mia recensione dell’ultimo album dei FASK, cliccate qua

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